Frammenti di Vita – Angelo Pecoraro

Testo: Giovanni Bonanno
Editore: T. Sarcuto

Signore, antico e moderno, nel sentimento della vita, nei pensieri e nelle parole complessi e dinamici, nel portamento, nella dialettica, nel dialogo. Un signore che struttura il suo essere di razionalità illuminista e ragione cristiana, di Cartesio e Pascal, a un tempo aconfessionale e religioso, ispirato, in questo, dall’umanesimo di Maritain e dalla visione conciliare. Così, per decenni, ho visto Angelo Pecoraro, dal giorno del matrimonio francescano con Floriana Di Pietra sino alla vigilia dell’addio.

Tratteggiarne l’identikit è difficile. Non è mia intenzione. Interessa la sua struttura spirituale, l’ésprit arguto, teso all’indagine, alla riscoperta di segni interiori dell’esistenza nel tramestio di una geografia e di una storia che contrassegnano la Sicilia del secondo novecento e di inizio XXI secolo con i suoi uomini e mezzi uomini. Lungi da sociologismi entra nel nocciolo dei problemi, consapevole di doversi far carico, critico e autocritico, non della rassegnazione atavica, ma di una visione ideale nella concretezza della realtà socio-politica. È l’engagement, in versione esistenziale, del sessantotto.

La ribellione e l’accusa fanno parte del disimpegno o se si vuole del genio guastatore. Non sufficienti né per costruire ponti, né tanto più per creare umanità. Il suo è engagement di idee, incontri, dibattiti, condivisione di piani, unità di intenti, che gli deriva dall’eredità filosofica, dalla scienza giuridica, dalla formazione sturziana. Un uomo vibrante, Angelo Pecoraro, che sente il dovere di partecipare, nella sua Agrigento  e nell’Isola, alla crescita dei giovani, che costituiscono la ragione prima dell’essere docente di diritto, e della comunità civile, in cui incarna la sua quotidianità nel rinnovamento delle coscienze e dei metodi operativi, etici soprattutto, per la rifondazione di teorie e prassi politiche.

 

 

2- 2014 Frammenti di Vita - Angelo Pecoiraro