Esposizione d'Arte Contemporanea
Sant'Agata Militello Castello Gallego
25 maggio - 25 luglio
Espongono 9 artisti:
Aurelio Caruso, Giovanna Cecere, Carla Horat, Franco Marrocco, Franco Nocera, Aldo Pecoraino, Alessandra Pennini, Togo , Carla Tolomeo.
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Dopo lâEspressionismo lâarte non è piĂš rappresentazione del mondo, ma unâazione che si compie afferma Giulio Carlo Argan, in consonanza con la critica formalista, che mette in risalto il valore assoluto della forma. E il contenuto dellâarte non può che identificarsi con la forma. Contenuto e forma costituiscono simbioticamente un unum, si identificano nellâessere e nella significazione.
Partendo da questo assunto, denso di problematiche e teorie, è possibile comprendere
il senso dellâarte, lungo il secolo XX, e la complessitĂ dei movimenti che lo determinano quali Simbolismo, Espressionismo, Cubismo, Metafisica, Novecento, Realismo. AltresĂŹ è possibile comprendere il senso di questa rassegna.
Un cielo di pittura, voluta dalla CittĂ di SantâAgata Militello, che consente di conoscere nove artisti italiani, alcuni dei quali indubbi maestri, tesi allâaffermazione di una forma pronta a tradurre accumuli di veritĂ e storia tumultuanti.
Câè nellâarte moderna e contemporanea bisogno di liberazione dal conformismo, dauna concezione suggestionata da bello ideale e naturale, da imitazione e tradizione, da lirismo consolatorio. Idea di libertĂ antica, connaturale ai geni dellâarte, a Giotto e Van Gogh. Non imitano forme obsolete gli artisti, ma ne creano di nuove, contrapponendosi agli stilemi, anche se non pochi frammenti del passato vengono a far parte della loro visione. Accolgono e rielaborano i germi incorporandoli in opere inedite nella forma e nello spirito, in dipinti saturi di esperienze e ricerche, contaminazioni e variazioni.
Ă antica la ribellione ai canoni. I moderni la riscoprono grazie a poeti come Charles Baudelaire e Arthur Rimbaud. Questâultimo ripete: Il faut ĂŞtre absolument moderne. Si innesca tra fine Ottocento e inizio Novecento una crisi di principio contro lâestetica dellâaccademia al fine di imprimere alla forma dellâarte una volontĂ cosciente, indicativa della veritĂ che inquieta lâhic et nunc, in cui si condensa, allâinterno della pittura, lâereditĂ del passato, lâincertezza del presente, la tensione del futuro. Perde consistenza il leit-motiv di arte per arte di William Morris e sa di decorativismo lâArt Nouveau, che invade lâEuropa, la cui borghesia rifiuta il dramma di una stagione prossima al carnaio, tronfia di sicurezze bancarie e appariscenze estetiche.































