I Misteri – Un percorso tra arte e teologia

A cura di: fr. Sergio Catalano OP
Testo: di Giovanni Bonanno: Bellezza Del Mistero
Editore: Torri del Vento
Pagine: 29 - 33
Anno di pubblicazione: 2016

Dalla tua mano scorrano / forme su forme, molteplici e belle, / sàziati dell’immagine dell’uomo, / perché un Dio vi si è mutato. Così Goethe si rivolge all’artista, poeta o pittore, invitandolo a possedere la pienezza dell’uomo, il suo mistero, perché questa è la vocazione di chi abita la bellezza. Entrare nell’essere dell’uomo e ritrarne abiezione e grazia costituisce l’essenza della bellezza, significata, lungo la storia, dai geni della poesia e della pittura. Rivelatrice del sublime consustanziale all’uomo è l’opera di costoro, che indagano, pur nel delitto, germi di cielo in grado di dare alla disperazione una speranza di rinascita.
Non è facile l’arte, non è un gioco, ricorda nei Cantos Erza Pound. È il tormento della bellezza non raggiunta, percepibile nella ragione dell’anima in cerca dell’uomo dentro abissi di vergogna e dentro epifanie di luce. È forma d’amore per Chagall, per Freud della carne putrefatta, per Bacon dell’angoscia esistenziale, del golgota teofanico per Congdon. Forma della condizione umana, lungi dall’esteriorità estetizzante di cui si struttura molta pittura di fine novecento e di inizio XXI secolo, votata alla spettacolarizzazione. Se risponde al suo destino l’arte altro non è che ritratto dell’uomo, dell’io che si schiude all’altro e naufraga nell’oltre. Ma per essere tale l’arte necessita dell’interiorità dell’artista che possiede la propria immagine, in cui possa specchiarsi ogni altra immagine, anche quella del Logos mutato in carne. C’è del divino nella ricerca dell’artista che dipinge l’enigma che lo fa essere creatore della vita invisibile e della sua natura infinita.

Stuto Simopne - Assunzione

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Giorgio Aprile -Eucaristia

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I Misteri un percotso tra arte e teologia