Secondo Novecento in Sicilia
Galleria d'Arte Moderna Empedocle Restivo - Palermo
25 settembre - 08 dicembre 2025
Dischiusa da sempre alla civiltà  della bellezza e dell’arte, proveniente sia dal Mediterraneo sia dall’Europa, si configura la Sicilia, lungo la diacronia della storia, come visione di carne e luce. Fenicia, greca, romana, si rinnova di continuo assimilando e transustanziando nella sua dimensione il mondo arabo, normanno, svevo per poi divenire, fin dal primo Rinascimento, consustanziale all’Italia dei geni cui è exeplum Antonello da Messina. Nell’età moderna si lascia affascinare dal cosmopolitismo fiammingo e dalla ragione toscana, limpida e inquieta, dall’immaginazione barocca, dalle suggestioni neoclassiche, dalle pulsioni romantiche. Vive il tempo con i suoi rivolgimenti e le aspirazioni, non estraneandosi da moti e movimenti, consapevole di esserne parte.A metà XIX secolo sa di rivelazione, sulla scena siciliana dell’aristocrazia, dell’intellettualità e della borghesia, la Ville lumière. Parigi splende sensuale e sognante. Delacroix e Baudelaire costituiscono ineludibile richiamo per il canto della carne. Ai due profeti si accompagnano Coubert e Renoir, Degas e Van Gogh, più una moltitudine di pittori che ritraggono, con colori sensoriali, l‘immagine fluida, come l’onda della Senna, della città , festante al Bois de Boulogne, a Champs Elisées, a Montmatre. Un richiamo magico è Parigi ancora a inizio XX secolo con Picasso, Matisse, e l’École de Paris che raccoglie, da ogni angolo d’Europa, intelligenze quali Modigliani e Chagall. L’eco si espande, giunge in Sicilia. Ne sente vibrare l’invito il giovane Pietro De Francisco, che raggiunge la capitale della Francia. Ad altri siciliani toccherà presto il destino di apprendere il sentimento dell’arte nel rigoglio delle impressioni, suscitate dalla natura, dai sensi e dai linguaggi pittorici  non solo francesi, ma anche nordici.





































